Caso Ferragni: una nuova Legge per la beneficenza organizzata dagli Influencer?

Abbiamo molto parlato delle recenti vicende legate alla vendita di prodotti con scopi di beneficenza (“pandoro Balocco”, “uova di Pasqua Dolci Preziosi” e “bambola Trudi”) nati dalla collaborazione fra la celebre influencer Chiara Ferragni e importanti brand italiani.

Altrettanto recente è l’annuncio del Governo Meloni che, a breve distanza dalla vicenda, ha espresso la volontà di regolamentare il fenomeno.

Ecco cosa è successo finora:

Lo scorso 25 gennaio il Consiglio dei Ministri ha approvato all’unanimità il nuovo disegno di Legge, noto come “DDL Ferragni” o “DDL beneficenza”. Tale disegno di legge dovrà seguire l’iter normativo ed essere quindi sottoposto all’approvazione del Parlamento per poter entrare in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Di cosa parliamo?

Il DDL beneficenza vuole applicare alcuni obblighi a chi promuove e vende prodotti, i cui proventi siano destinati a scopi di beneficenza. Ciò per assicurare una maggior trasparenza nei confronti del consumatore.

Tale Disegno di Legge contiene la previsione di misure più stringenti anche per gli imprenditori digitali, i c.d. influencer che sembrerebbero i diretti interessati del DDL.

Cosa prevede il “DDL Ferragni”?

Il DDL prevede nuovi obblighi per chi pratica la beneficenza. Contiene disposizioni sui tempi e le modalità di comunicazione all’Antitrust in merito alle informazioni dell’iniziativa commerciale e di beneficenza, da effettuarsi prima dell’eventuale commercializzazione dei prodotti. Tali regole sarebbero applicate allo stesso modo, sia per i produttori che per gli influencer o i promotori.

In questo senso, da quanto riferito dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy riguardo al Disegno di Legge, viene previsto “l’obbligo di riportare sulle confezioni, anche tramite adesivi, alcune informazioni specifiche, tra cui l’importo complessivo destinato alla beneficenza, ovvero il valore percentuale sul prezzo di ogni singolo prodotto”.

Inoltre, il produttore dovrà comunicare all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato anche il termine entro cui verrà versato l’importo destinato alla beneficenza. Dalla data segnalata, i soggetti avranno tre mesi per effettuare il versamento della somma pattuita. La finalità, secondo il Ministro, sarebbe quella di far conoscere al consumatore “con certezza, quale parte del ricavato vada a iniziative solidaristiche”.

Sanzioni per chi non rispetta le regole

Sia per i produttori che per gli influencer che hanno sponsorizzato i prodotti, in caso di violazione degli obblighi previsti dal DDL, sono previste sanzioni pari ad un ammontare che va da 5.000 a 50.000 euro. Inoltre, del ricavato delle sanzioni, il 50% verrà impiegato in iniziative benefiche che saranno meglio specificate in un successivo decreto.

L’ammontare delle sanzioni verrà valutato caso per caso, tenendo in considerazione sia il prezzo di listino del prodotto, sia le unità vendute. La situazione si aggrava in caso di violazioni ripetute, per le quali è prevista “la sospensione dell’attività da un mese a un anno”. Invece, per i casi di minore gravità la sanzione è diminuita fino a due terzi.

Infine, è previsto che l’Antitrust, oltre ad applicare le sanzioni, pubblicherà i provvedimenti sanzionatori, attraverso il proprio sito internet istituzionale ed anche attraverso i siti dei produttori o dei professionisti sanzionati. Tale pubblicazione dei provvedimenti potrà, infatti, avvenire anche su quotidiani, giornali online e altri mezzi ritenuti opportuni per informare compiutamente i consumatori. In tal caso, le spese di pubblicazione spetteranno agli stessi produttori e influencer sanzionati.

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